Grazie Angelo Mio…

31 maggio 2005, sono passati 15 anni da quando il tuo Cuore batte dentro di me, da quando mi hai regalato una nuova vita. Insieme ne abbiamo fatto di strada, si è vero, ti ho portato via dalla tua terra, dalle persone che amavi, ma ti ho fatto conoscere posti e persone meravigliose. Questo video è per te e per tutte quelle persone che in qualche modo hanno o fanno parte della mia vita….
Grazie ANGELO mio.

 

“L’ARRIVO È IL TUO SOGNO”

Questa è la scritta che troneggia sullo striscione all’arrivo della temuta Ötztaler Radmarathon di Sölden, in Austria, che ha la fama di essere la granfondo più dura d’Europa. E l’arrivo rischia di essere davvero solo un miraggio….240 kilometri, 5500 metri di dislivello, le previsioni meteo totalmente avverse.
Gianni ed io ci siamo iscritti sull’onda dell’entusiasmo e nelle ultime settimane ci hanno assalito mille dubbi: ce la faremo? Non ce la faremo? La corsa è lunga e difficile, servono allenamenti mirati e concentrazione per arrivare in fondo, oltre che l’abbigliamento adeguato e l’alimentazione ben calibrata.
Questo per me è l’appuntamento dell’anno, la ciliegina sulla torta di una stagione che mi ha visto partecipare ai Campionati Europei per trapiantati di cuore e polmone di Lignano Sabbiadoro, portando a casa 5 medaglie in tutto, fra ori e argenti, sia nel ciclismo che nella corsa a piedi. Una grandissima soddisfazione, ma questa….questa granfondo è un altro discorso, ci tengo tantissimo a raggiungere questo obiettivo, un’impresa enorme per chiunque, ed a maggior ragione per un trapiantato di cuore.
Ci diciamo che se sarà brutto tempo non partiremo e ci godremo una mini vacanza a Sölden, ma ci ritroviamo poi il sabato sera a preparare tutto, maglie pesanti, copriscarpe, antivento, passamontagna….come se dovessimo andare sottozero!!!!
E partiamo….sono le 6.45 di domenica 2 settembre, siamo in 4000 a varcare la start line, “buongiorno sta iniziando il tuo sogno” c’è scritto.
Discesa fino a Ötz. Prima salita, il Kuthai, piove a dirotto ed in cima siamo già fradici e infreddoliti…tantissimi si ritirano, e anche noi siamo davvero indecisi sul da farsi, proviamo a tenere duro e vedere come va.
Discesa verso Innsbruck. Seconda salita, il Brennero, con il sole. La salita è traditrice, una salita che non sembra una salita: lenta, logorante, estenuante.
Discesa verso Vipiteno. Terza salita, il Passo Giovo, ancora il sole…Siamo a tre quarti del percorso, ma è dura, non possiamo mollare e c’è ancora tanta strada da fare. Dubbi, pensieri, ci perdiamo, ci aspettiamo, dobbiamo arrivare al cancello entro le 14.25, altrimenti saremo fuori tempo massimo e non ci considereranno “finisher”…pedala e pensa, pedala e pensa…ce la faccio o non ce la faccio? Cancello superato in tempo.
Discesa verso San Leonardo in Val Passiria. Quarta salita, il Passo del Rombo, un mostro, pioggia e freddissimo. È l’ultimo sforzo, una volta scavallato questo si ridiscende a Sölden ed è finita…ma sono 28 km ininterrotti di salita a tratti ripidissima, la stanchezza dopo 200 kilometri si fa sentire, tanti scendono dalla bici e proseguono a piedi, la tentazione è forte, ma teniamo duro. Il Passo del Rombo merita un discorso a parte: è come un viaggio alla ricerca di sé stessi, una seduta psicologica gratuita….mille pensieri e mille immagini passano davanti agli occhi tra un tornante e l’altro, e la salita non finisce più. Una pedalata dopo l’altra arriviamo in cima e scavalliamo, ed è qui, in questo momento, che iniziamo a pensare che il sogno dell’arrivo sia davvero a portata di mano e ci rendiamo conto che l’impresa è ormai compiuta, manca talmente poco che ci sembra di toccare il cielo con un dito. Siamo in cima alla salita più dura, l’ultima, ci prendiamo un attimo di tempo per assaporare la sensazione.
Discesa verso Sölden. È fatta, è il traguardo, fa freddissimo ma quasi non si sente, tanta è l’emozione per quello che stiamo realizzando. Passiamo sotto il famoso striscione “l’arrivo è il tuo sogno” dopo quasi 13 ore dal momento della partenza, ci siamo guadagnati la maglia di “finisher”. Una parola sola esprime quello che provo all’arrivo: “felicissimo!”, e ne è valsa veramente la pena, non c’è dubbio!
Se gli Europei erano un obiettivo di questa stagione, tagliare il traguardo della Ötztaler era IL SOGNO, quello che si accarezza, si immagina fra sé e sé, ma non si dice a nessuno, per scaramanzia….solo al mio Donatore ho rivelato tutti i miei pensieri.Alla prossima avventura…..anche se al momento non sappiamo ancora quale! nel frattempo,concludiamo l’anno divertendoci con due sgambate: la G.F. di Milano il 9 settembre e quella di Roma a metà ottobre.

….. a TE che hai permesso tutto questo!

11 giugno 2018: inizia, con la cerimonia di apertura, l’avventura degli Europei per trapiantati di cuore e/o polmoni di Lignano Sabbiadoro, organizzati dall’Associazione ACTI capitanata dall’instancabile presidente Nevio Toneatto. 280 atleti, 14 nazioni europee rappresentate….ed io, per la prima volta, mi sono iscritto e partecipo, questa volta orfano di Gianni, con la consapevolezza di competere con chi ha affrontato il mio stesso trapianto d’organo, o quello di polmone. Emozione a cento, per me è un piacere e un onore.
Il giorno dopo è già ora dell’esordio alle gare. Mi aspetta la corsa cross country 4000 metri, ed è un esordio assoluto, perché non mi sono mai cimentato in qualcosa che non fosse la bici, fino ad ora. Non parto impreparato, per questa gara mi sono allenato per 7 mesi alternando bicicletta e corsa a piedi, a volte uscendo alle 5 del mattino prima di andare al lavoro. 46 partenti, un bel gruppone, non conosco nessuno, non ho idea di chi possa essere più o meno competitivo, ho solo sentito menzionare un irlandese “che vince sempre”. Si parte, io vado con il mio passo, e succeda quel che succeda! Aumento il ritmo, prendo distanza dal secondo, l’irlandese proprio, ma “ho la gamba”, un po’ allungo io e un po’ si avvicina lui….ma taglio il traguardo per primo, da solo, con una ventina di secondi di vantaggio, guardando lassù, a chi ha permesso tutto questo, il mio Donatore in primis.

La squadra italiana mi carica come una molla per la gara di 20 km di bici su strada, c’è la corazzata tedesca da contrastare, dicono, sono in cinque e sono fortissimi, si muovono in gruppo scambiandosi indicazioni e strategie….io voglio partire senza strategia, vedere che succede e come si muovono i miei avversari. Al via 42 partenti, vengo colto di sorpresa, un atleta inglese attacca immediatamente, e io rispondo subito allo scatto e lo seguo, con uno dei tedeschi a ruota. Decido di continuare nell’attacco, il tedesco mi sta dietro e gli faccio capire che voglio proseguire, dai, vienimi dietro che andiamo in fuga. Niente, con un cenno mi risponde che non ce la fà. Allora scatto nuovamente, prendo metri, poi secondi, e mi faccio il resto della corsa da solo, giro su giro…e taglio il traguardo in solitudine! Con una trentina di secondi di vantaggio. Il tedesco arriva, “too fast” mi dice, troppo veloce, e poi l’irlandese al terzo posto. Qualche lacrima mi scende mentre pedalo, è il mio sport, quello a cui mio padre mi ha avviato da bambino, quello che ho dovuto abbandonare da adolescente…ricordi vivissimi.

Tempo 24 ore per recuperare, e siamo nello stadio di atletica di Codroipo per le corse 1500 metri e 400 metri. Nei 1500 siamo divisi in due batterie da 15 atleti, io sono nella prima, diamo spettacolo, e ne esce una gara combattutissima, mi diverto molto nel testa a testa con l’irlandese che, nello scatto finale, mi batte di 70 centesimi, onore al merito del vincitore! Nei 400 siamo inseriti in batterie diverse e quindi non ci confrontiamo direttamente, con rammarico di entrambi….ma mi batte anche qui, ed il mio è il secondo tempo!
Dalla somma dei tempi delle gare di ciclismo e di corsa 1500 metri, si stila la classifica del duathlon, da cui arriva il primo posto e l’ultima medaglia per me. L’irlandese mi segue a circa 30 secondi di distacco.

C’è il tempo ancora per  il Cerchio della Vita, cerimonia finale di ringraziamento simbolico ai Donatori che hanno permesso a tutti noi di essere qui, insieme, a ridere, commuoverci, emozionarci, gareggiare, vincere e perdere, e l’immagine più bella di questi Campionati Europei è l’abbraccio con Ernesto Antonio, l’avversario irlandese con cui ce le siamo date di santa ragione….con onore, veramente!

In questa settimana intensissima, c’è spazio anche per il convegno sull’importanza dell’attività sportiva nella fase post-trapianto, moderato dal grande Bruno Pizzul, in cui porto la mia testimonianza, insieme ai relatori prof. Stefano Lazzer, Corso di Laurea in Scienze Motorie dell’Università di Udine e dott. Lucio Mos, Prevenzione Cardiologica e Cardiologia Territoriale, San Daniele del Friuli.

E si torna a casa… con un bottino personale di tre ori e due argenti, e un bagaglio di emozioni e ricordi. Dopo i Mondiali del 2011 e gli Europei del 2014, ho voluto fortemente provare questa esperienza, inseguendo anche questo sogno e questa impresa. Non so se la ripeterò mai…
Per quanto la soddisfazione per un primo posto sia enorme, rimane per me impagabile scalare una montagna e raggiungere una cima mai esplorata prima…la sfida con me stesso, con una salita mai percorsa è per me più gratificante di quella con un avversario in carne ed ossa!
Purtroppo, come già visto ai mondiali e agli europei, in questo tipo di manifestazioni il messaggio di sensibilizzazione alla donazione è debole, non si vedono in giro manifesti che pubblicizzano l’evento, ai bordi delle strade solo i parenti degli atleti e nessun’altro. Noi ci mettiamo tutto lo spirito di riconoscenza verso i Donatori e la voglia di testimoniare la vita ritrovata grazie al trapianto, ma ancora una volta è mancato il “vero” pubblico, quello a cui diffondere il messaggio!

Questo evento era uno degli obiettivi stagionali prefissati; adesso mi prendo una settimana di riposo e poi…via con la preparazione del secondo obiettivo, quello a cui tengo di più!  L’avversario più pericoloso saranno  montagne e salite, con me ritornerà Gianni, e insieme cercheremo di portare a casa un’altra impresa. Per il momento vi svelo solo che ci saranno 5500 mt di dislivello da scalare…..non perdetevi i prossimi post!!!

Granfondo…ma non solo!

Eccoci qua….ad un mese (intenso) dalla ripresa della stagione, il mese dove si concentrano molti appuntamenti ciclistici e si vorrebbe essere ovunque!
La granfondo di Bra con la nazionale italiana trapiantati ANED quasi al gran completo, 108 km e 2000 mt di dislivello, è stata una sorpresa meravigliosa di paesaggi mozzafiato, un panorama finora sconosciuto, unico e coinvolgente, una pedalata dopo l’altra tra vigne e noccioleti….che dire? Solo una cosa: Graziano, avevi ragione, era da fare almeno una volta nella vita (c’eri anche te, lo so)!

Il secondo appuntamento ci porta a Lugo, Gianni “gioca in casa” al Giro di Romagna, non è la solita granfondo ma una cicloturistica con partenza alla francese, quattro i percorsi messi in cantiere, noi optiamo per il percorso “fondo”, 138 km e 1600 mt di dislivello. Noi due ci siamo, e ci accompagnano in questa pedalata domenicale  il Direttore del CNT dottor Nanni Costa, il dottor Mosconi, ideatore del progetto “Trapianto e adesso Sport”, il figlio Simone, gli amici Giuseppe e Beniamino… e ci divertiamo davvero tanto (così tanto che ci vogliono ben 7 ore per concludere il tracciato!)  pedalando su e giù per l’Appennino Tosco-Emiliano tra sole e pioggia.

Pausa di due settimane ed è già tempo della Granfondo per eccellenza, la Nove Colli di Cesenatico, la Regina delle Granfondo, la più partecipata e amata… La gara è preceduta dalla cerimonia di premiazione organizzata dal Centro Nazionale Trapianti, che ha voluto consegnare un riconoscimento ad alcuni trapiantati che, attraverso l’attività sportiva, hanno veicolato il messaggio del ritorno alla vita dopo l’esperienza della malattia. Che dire? Davvero onorato di aver ricevuto questo premio e di essere testimonial del Centro Nazionale Trapianti, nella convinzione che la vittoria più vera sia avvicinare, con la mia testimonianza, anche un solo trapiantato in più allo sport. Il gruppo della nazionale trapiantati alla partenza è davvero numeroso e…si parte con un’emozione sempre viva, uno fra dodicimila fortunati a poter vivere questa esperienza. La Granfondo scorre via veloce, abbiamo deciso anche quest’anno di cimentarci sul percorso corto, 131 km e 2000 mt di dislivello, ma il quesito vero della giornata ci attanaglia: quale salita è più impegnativa, il Ciola o il Barbotto? Chi dice l’una, chi dice l’altra, ognuno con le proprie motivazioni…., anche stavolta, si snoda tranquilla nel suo percorso, ognuno trova il suo passo e, a piccoli gruppetti, tutti riusciamo a tagliare il traguardo anche quest’anno.

  

Infine, un’opportunità unica, per cui ringrazio Luca, Elisa e la signora Diamante di Banca Mediolanum: pedalare con gli ex professionisti sugli ultimi 40 km del tracciato della diciassettesima tappa del Giro d’Italia, la Riva del Garda-Iseo del 23 maggio 2018, giusto un’ora prima del passaggio dei ciclisti “veri”. Un’emozione indescrivibile percorrere gli ultimi km con tracciato chiuso, e con qualche mormorio di invidia da parte del folto pubblico presente ai lati della strada, che ci incita come fossimo veri campioni, e poi…. l’ultimo km fino all’arrivo, quell’arrivo che vedrà vincitore Elia Viviani. Bella iniziativa, complimenti agli organizzatori…per me un utilissimo allenamento e la soddisfazione di “stare dietro” agli ex professionisti.

  

Finisce maggio, tra qualche giorno si aprirà giugno, ed è arrivato il momento del primo obiettivo prefissato della stagione, non vi distraete e state connessi…arrivederci al prossimo post!

Siamo di Nuovo in Pista

…come nei peggiori incubi, siamo tornati!
Non abbiamo abbandonato le nostre folli imprese, nonostante da un po’ di tempo non ci leggiate su questo blog.
Per riepilogare brevemente, il 2017 voleva essere per noi un anno “sabbatico”, in cui dedicarci solamente a qualcosa di divertente, senza obiettivi precisi da raggiungere. Ed era partito bene, con le Granfondo Davide Cassani a Faenza, la Colnago a Desenzano e la classica Nove Colli a Cesenatico. È poi arrivato il graditissimo invito per la Granfondo del Capitano a Bagno di Romagna: all’esordio in questa manifestazione, gli organizzatori ci hanno riservato uno spazio importante per veicolare il messaggio di sensibilizzazione alla donazione degli organi e di promozione dell’attività sportiva post-trapianto, che ha così avuto un grande risalto. E poi la seconda edizione della Ultracycling 3 Confini a luglio: questa volta, con la squadra a 4 al gran completo (Gianni, Giuseppe, Beniamino ed io), ci siamo cimentati nel percorso lungo, 540 Km di tragitto che da Gemona tocca Austria e Slovenia. Passo Rest, Ampezzo, Sauris, Val Pesarina, per arrivare poi alla famigerata salita dello Zoncolan, il Passo di Montecroce, Sella Nevea, Kranjska Gora, Bovec, Caporetto…., 11000 Mt di dislivello, 27 Ore totali in sella alla bici…una staffetta entusiasmante! Grazie di cuore a Giuliano, Silvia e a tutti gli amici di del pedale Gemonese per l’organizzazione e l’accoglienza, ancora una volta impeccabili.
Purtroppo, il destino ha voluto che da settembre in poi scegliessi di tralasciare ogni impegno ciclistico, per dedicare tutte le energie alla mia mamma nel suo ultimo, breve, percorso di vita. Ora anche lei, ovunque sia, mi accompagna nelle salite più faticose.

Ma veniamo al 2018 e al nostro ritorno!
Partenza classica con la Granfondo Colnago di Desenzano,  
a cui ha partecipato un nutrito gruppo di atleti trapiantati, Ermanno, Gianfranco, Alex, Max, Giuliano, Gianni, Giuseppe….  davvero un bel successo aver condiviso i 110 km di percorso con puro divertimento. Nel fine settimana ci attende un nuovo appuntamento, grazie alla collaborazione di ANED SPORT: saremo infatti alla Granfondo di Bra in Piemonte.
Ma non finisce qui!
Due sorprese abbiamo in serbo per chi avrà la voglia e la pazienza di seguirci su questo blog…non anticipo nulla, rimanete connessi!!!

“Una scelta in Comune”…finalmente anche nel mio paese!

Con una semplice firma si può ridare la speranza a tante persone.
E’ questo il senso del progetto “Una scelta in Comune”, che permette di esprimere la propria volontà, di consenso o di diniego, per la donazione di organi e tessuti firmando un semplice modulo al momento del rilascio o del rinnovo della carta d’identità.
Lo prevede altresì il più ampio quadro progettuale di informazione dell’AIDO provinciale di BresciaMettiamoci dalla loro parte-Cittadini solidali per una scelta in Comune”, realizzato da Centro Nazionale Trapianti e AIDO.

Il nuovo servizio per i cittadini di Leno sarà disponibile dal 16 di maggio 2017, rivolgendosi all’Ufficio Servizi Demografici: al momento del primo rilascio o del rinnovo della carta d’identità, è possibile, per i cittadini maggiorenni , compilare un modulo che attesti la volontà (sia in caso di consenso che in caso di diniego) di donare organi e tessuti. L’esito della dichiarazione viene trasmesso in tempo reale al Sistema Informativo Trapianti (Sit), la banca dati del ministero della Salute che raccoglie tutte le dichiarazioni rese dai cittadini.
È sempre possibile cambiare idea e modificare in qualsiasi momento la volontà espressa, comunicando la decisione alla competente Azienda Territoriale Sanitaria, che provvederà immediatamente all’aggiornamento del SIT
In questo modo, chiunque può decidere consapevolmente se donare o meno i propri organi, senza lasciare ai familiari il peso e la responsabilità di questa delicata scelta, peraltro da compiere in momenti di difficoltà e dolore.
La donazione è comunque possibile solo quando il soggetto è deceduto a causa di una lesione encefalica, che ha causato la cessazione di tutte le funzioni cerebrali.

SPORT E TRAPIANTO SI UNISCONO PER UN FUTURO MIGLIORE

Gianluigi ed io abbiamo accettato con entusiasmo l’invito degli amici del Pedale Gemonese, che già ci avevano ospitato nel luglio scorso per la manifestazione “Ultracycling 3 confini”. Nell’ambito del progetto “Trapianto…e adesso sport”, organizzato dal Centro Nazionale Trapianti e con la collaborazione del Pedale Gemonese , dell’Università di Udine, del Comune, della Pro Loco di Gemona e Sporland, siamo quindi intervenuti ad un partecipatissimo incontro con i ragazzi di alcuni istituti superiori del territorio.
L’evento è stato molto coinvolgente, seguitissimo dagli studenti, sebbene si stessero affrontando tematiche impegnative….abbiamo portato la nostra testimonianza, ripercorrendo le fasi del progetto “Trapianto…e adesso sport” e l’esperienza che ci ha portato alla conquista dello Scudetto Prestigio nel 2015.
L’accoglienza dei gemonesi è stata spettacolare anche stavolta, ci siamo sentiti unici tra gente unica….. ed abbiamo seminato il terreno per future e proficue collaborazioni!

Clicca l’immagine per vedere il video.
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#DiamoIlMeglioDiNoi

14642063_1265423980175989_6257523549863760479_nCome ormai tradizione, la stagione ciclistica si chiude con la  Granfondo Campagnolo di Roma.
Ed anche nel 2016, NOI CI SIAMO!
Dopo Roma, come di consueto è tempo di bilanci. È stato un anno meno impegnativo del 2015, se penso alla quantità di impegni….ma non per la qualità, se ripercorro con il ricordo esperienze nuove ed entusiasmanti.
A volte si vorrebbe fare di più, ma mi rendo conto che fisicamente non si può andare oltre, e poi ogni tanto mi sfugge che sono un trapiantato di cuore….
Per quanto mi riguarda, mi ritengo fortunato ed allo stesso modo soddisfatto della stagione: abbiamo iniziato con una novità, la granfondo della Versilia, ed una new entry in squadra. A Gianni e me si è aggregato Beniamino, un altro trapiantato di cuore, che ci ha accompagnato per tutta la stagione, ha faticato più del dovuto per portare a termine le granfondo ma, con la sua tenacia, èarrivato fino in fondo. Grande Ben!!!
Guardando indietro, se dovessi scegliere le competizioni più esaltanti della stagione, direi sicuramente la Maratona dles Dolomites e la D+ Ultracycling 3Confini.
In Val Badia, anche quest’anno, per una promessa fatta a Graziano Frigo, un amico che non c’è più, mi sono cimentato sul percorso lungo, 138 km e oltre 4200 mt di dislivello. Rifare il percorso lungo non era semplice, quest’anno arrivavo con poco allenamento sui lunghi, visto che abbiamo optato per i tracciati medi, e la mancanza di Gianni, che per problemi con l’iscrizione non ha potuto partecipare, si è fatta sentire.
L’altra competizione che non posso fare a meno di citare è la D+ Ultracycling 3Confini a Gemona del Friuli: la scalata allo Zoncolan, i suoi tornanti e le sue pendenze mi rimarranno sempre impresse nella memoria…per non parlare dei boschi sloveni, attraversati in notturna, in un’atmosfera fra l’inquietante ed il fiabesco! Che dire? Una vera impresa, ed un grazie a Gianni e Beniamino, che hanno condiviso con me questa esperienza. Però….Giuseppe, quarto membro del nostro team, ci sei mancato!!!
E veniamo alla granfondo di Roma, la città Eterna: per me è la quinta partecipazione, insomma….le ho fatte tutte. Anche in questa competizione ero orfano di Gianni, costretto da un acciacco a dare forfait. Quest’ultima è stata l’edizione migliore in assoluto: un nuovo percorso, che ci ha mostrato nuovi e affascinanti paesaggi, il ritorno a Castel Gandolfo (attraversato solo nella prima edizione) e il lago di Albano su tutti. Più che soddisfatto del risultato della gara, chiusa in 4 ore e 3 minuti per 115 km di percorso e 2000 mt di dislivello.
Giornata splendida, peccato per l’acquazzone della vigilia, che ha rovinato non la gara, ma lo spettacolare concerto organizzato dal CNT!!!
Doverosi i ringraziamenti!
In primis al mio donatore, sempre con me, soprattutto quando le salite si fanno più dure;
a Gianni, Beniamino e Giuseppe, veri compagni di viaggio;
agli amici della squadra ANED capitanati da Gisella;
14572188_1439993599347354_552550864000762921_na Daniela, Emanuela, Manuela  e Marzia del CNT, sappiamo di essere le spine nei vostri fianchi;
al Direttore del CNT dott. Alessandro Nanni Costa, vero motore del messaggio che dopo il trapianto si può e si deve fare sport;
a mia moglie, lei c’è sempre ad ogni traguardo;
ed infine, per ultimo ma non per importanza, un pensiero al mio papà, che a febbraio ci ha lasciato, GRAZIE PAPÀ C’ERI ANCHE TU SU QUELLA SALITA!!!!
Arrivederci all’anno prossimo e ricordiamoci…..#DiamoIlMeglioDiNoi, sempre e comunque!

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UN TRAPIANTATO DI CUORE ALLA CONQUISTA DELLO ZONCOLAN

 IMG_8612QUI SI VA SULLA SALITA DOLENTE, QUI SI VA NELL’ETERNO DOLORE” …oppure “LASCIATE OGNI SPERANZA VOI CHE ENTRATE”
Queste scritte (profetiche) mi accolgono all’inizio della salitaIMG_8610 del Monte Zoncolan, in Friuli. Un monumento del ciclismo italiano, una salita (quasi) impossibile per lunghezza e pendenza, ed allora inizio a salire…..ma come sono arrivato a cacciarmi in quest’altra mission impossible?
Tutto nasce da un invito di Giuliano, cuore e motore del “Pedale Gemonese”, inviato al CNT per la partecipazione alla “Ultracycling 3confini” di Gemona del Friuli: 345 km di pedalata tra Friuli, Austria e Slovenia, 6500 mt di dislivello.
Proposta allettante e stimolante….ma bisogna pensarci bene, l’evento è impegnativo, c’è da pedalare anche di notte, da soli e su strade sconosciute, senza indicazioni sul percorso, gestire alimentazione e idratazione per non andare in crisi.
Ma vale la pena provare e non perdere l’occasione…e, viste le ultime esperienze, nasce l’idea di partecipare….in staffetta!
13614946_1146586192066617_5828403521733712473_nUn medico (Gianni), due trapiantati di cuore (Beniamino ed io)  e l’amico (Giuseppe), i soliti quattro, compongono il team “Il trapianto è…VITA”: tanta voglia di divertirci e, probabilmente, una buona dose di incoscienza ed autoironia, queste saranno le nostre forze motrici. Avremo a disposizione un automezzo al seguito, pedaleremo uno per volta a turno, mentre gli altri tre si alterneranno tra la guida del mezzo ed il meritato riposo.
E quindi, eccoci qua. Alla vigilia della partenza, Giuseppe viene bloccato da un piccolo incidente…ma decidiamo di partecipare ugualmente, ci divideremo noi tre i suoi km, ed io mi offro volontario per scalare lo Zoncolan, dopo il Mortirolo, il Passo Giau e lo Stelvio voglio conquistare, da trapiantato di cuore, anche questa cima,  la salita più dura d’Europa.
E arrivo in vetta.
Le aspettative su questa esperienza non vengono deluse: la fatica è tanta, ci impieghiamo più di 17 ore per concludere il percorso, ma le sensazioni provate sono indimenticabili. Commozione in cima allo Zoncolan, orgoglio per la sfida vinta, emozione fra i romantici paesaggi austriaci, mistero nei boschi sloveni in notturna. E poi, condivisione, solidarietà e spirito di squadra con i miei compagni di viaggio, ormai siamo un gruppo collaudato e ci capiamo al volo!

13567508_645656755591869_4444838499063593551_nE anche questa è fatta…un’altra impresa, un altro traguardo raggiunto, anche stavolta abbiamo sfidato noi stessi ed i nostri limiti per testimoniare che, dopo il trapianto, si può tornare ad una vita attiva e sportiva.
Vorrei ringraziare Giuliano e Silvia, due persone eccezionali, il “Pedale Gemonese” e Manuela del CNT per il lavoro straordinario che ci permette di aderire a queste manifestazioni.
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In ultimo, tantissimi complimenti a Stefano Caredda, 13612320_483431171855495_6421163209962505690_ntrapiantato di fegato, che è volato fin qui dalla Sardegna ed ha portato a termine lo stesso percorso, da solo, con un automezzo a sostegno.