Espugnata Bologna!

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Anche la Dieci Colli bolognese del primo maggio è archiviata. E finisce così nel nostro palmares delle “prove superate”.

Esperienza faticosa ma divertente: lo diceva persino il sito ufficiale della granfondo, il percorso era per “gente tosta”. Infatti i 175 km previsti, con 3000 mt di dislivello, avevano tutta un’altra faccia: rispetto agli altri anni il senso di marcia era invertito, cosa che ha reso la prova decisamente più impegnativa (e con molte più salite!)

Le aspettative non sono state tradite, alcuni tratti erano veramente duri e raggiungevano addirittura pendenze al 21%.

Ma Gianluigi ed io siamo ben consapevoli, e l’abbiamo dichiarato sin dall’inizio, che il nostro unico obiettivo è terminare la gara. Quindi andiamo con il nostro ritmo, ci rifocilliamo ai ristori, ammiriamo il paesaggio, ci facciamo due chiacchiere, poi ricominciamo a pedalare di buona lena e…. alla fine tagliamo il traguardo. Questa volta pochi minuti prima del CT della Nazionale Davide Cassani. Bel colpo!

Questa ulteriore prova è stata utilissima anche per continuare a testare la mia preparazione e l’efficacia degli allenamenti: fatica e sacrifici stanno dando i loro frutti. Nelle lunghe distanze sto progressivamente imparando a gestire le energie e a dosare l’alimentazione. La Nove Colli non mi coglierà impreparato!

Un ringraziamento particolare va agli organizzatori della manifestazione bolognese, che si sono dimostrati molto sensibili alla diffusione del nostro messaggio di sensibilizzazione alla donazione e di ritorno allo sport dopo l’esperienza del trapianto. Grazie alla loro disponibilità, la redazione regionale RAI ci ha dedicato un preziosissimo spazio nel TGR delle 19.30, cogliendo appieno il significato della nostra partecipazione alla Dieci Colli.

Prossimi appuntamenti: la granfondo Colnago di Desenzano del Garda del 17 maggio, da sfruttare come allenamento e poi…..lei, la Regina delle granfondo, la più lunga, la più partecipata, la più ambita dai cicloamatori di tutta Italia. I 200 km della Nove Colli di Cesenatico ci attendono implacabili domenica 24 maggio.

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Si sono ristabilite le gerarchie

Se dovessi riassumere con una battuta come è andata questa gara, direi: “Si sono ristabilite le gerarchie”. Sì, perché, dopo la Via del Sale, in cui la mia performance sembrava superare quella di Ivano, alla Dieci Colli di Bologna è stato nuovamente chiaro che è lui ad andare più forte.

La granfondo, ormai storica, del 1° maggio è stata piuttosto impegnativa, come d’altronde ci aspettavamo. 174 km e 151 metri conquistati dal primo all’ultimo. Siamo partiti tranquilli, con la consapevolezza che sarebbe stata una delle gare per il Prestigio più faticosa. Accompagnati da una folla di 2100 partenti. Io ancora una volta, come a Cervia, con la mia telecamerina sul caschetto.

Dopo circa 30-40 km, l’impegno della Dieci Colli si è fatto sentire. Mentre Ivano spingeva con grinta, io invece sentivo che facevo fatica. E la prospettiva di avere davanti a me altri 130 km abbondanti non mi ha di certo risollevato. Un inizio non proprio brillante, che mi ha un po’ sorpreso, così come il percorso che non conoscevo perché era la prima volta che lo affrontavo.

Poi però, nonostante dieci salite, come dice il nome stesso, belle “toste” con dislivelli fino a 4000 metri, ho raggiunto un equilibrio e mi sono rimesso al passo di Ivano. A 30 km dell’arrivo mi ero ormai mentalmente liberato dalla fatica fisica e mentale del lungo percorso ancora da fare, e mi sono goduto il finale. Sempre insieme a Ivano, perché per un nostro patto non scritto, anche se lui va più forte e, come in questo caso, potrebbe arrivare prima di me, si fa la strada insieme e insieme si taglia il traguardo.

Lo abbiamo tagliato dopo 7 ore e 25 minuti. Ne preventivavo 6-7, ma tutto sommato siamo soddisfatti perché, anche se ci abbiamo messo di più di quello che pensavamo, sia Ivano che io non eravamo distrutti all’arrivo. All’arrivo ci aspettava ancora la troupe RAI per intervistarci, per raccontare l’impresa di Ivano, e siamo riusciti a fare anche qualche foto e qualche battuta con Davide Cassani, CT della nazionale italiana ciclismo.

Quindi, bene, anche questa terza granfondo per il Prestigio è andata. Possiamo guardare al prossimo traguardo da raggiungere.

Anche la seconda Granfondo è fatta

cervia

E anche questa è fatta. La scorsa domenica io e Ivano abbiamo portato a casa la conclusione della seconda Granfondo valida per lo scudetto Prestigio, la “Via del Sale” di Cervia. 150 km e rotti di fatica, ancora fisiologica.

Un tempo discreto, 5 ore e 47 minuti, perfettamente in linea con le aspettative che ci eravamo dati: tra le 5 ore e mezzo e le 6 ore. E molta soddisfazione perché procediamo e perché so che potevo anche dare qualcosa in più. L’allenamento costante e regolare in vista del Prestigio influisce infatti positivamente sulle mie performance: ho notato che non arrivo più in fondo al traguardo distrutto. Non sono mai stato così allenato e così motivato a farlo!

In quest’ultima gara ho anche avuto un impegno in più: avevo montato sul casco una piccola telecamera per fare qualche ripresa “da dentro” nella folla dei ciclisti. La telecamerina è sì piccola, ma non è senza peso! Quindi, dopo circa un’ora, l’ho messa in tasca per poi recuperarla in vista del traguardo. Ora sono davvero curioso di vedere cosa i miei occhi hanno visto e registrato durante l’inizio e la fine della Granfondo.

Adesso, prima di pensare alla prossima gara, l’impegnativa Dieci colli di Bologna, devo tornare a dedicarmi al mio lavoro e a seguire Ivano come medico per il progetto “Trapianto…e adesso sport”. Siamo compagni di sport in questa avventura, ma prima di tutto siamo alleati nella vita di tutti i giorni nel suo percorso di salute.

Per non perdere il ritmo

faenza

Un granfondo in più per tenere il ritmo delle gare che servono a raggiungere l’obiettivo dello scudetto Prestigio. Non contenti delle 8 granfondo previste, io e Ivano abbiamo infatti deciso di allenarci non solo con i percorsi in solitaria o in compagnia di qualche amico, ma mettendoci anche alla prova partecipando a gare fuori dal circuito del Prestigio.

Così il 22 marzo eravamo di nuovo in pista per la granfondo Davide Cassani di Faenza. Una gara comparabile come chilometraggio a quella di Laigueglia, ma più varia come altezze e quindi più impegnativa nelle salite.

Vedendola come un allenamento, non abbiamo spinto molto sui pedali, prendendocela un po’ comoda e fermandoci anche per colpa di qualche crampo. Alla fine abbiamo completato i 120 chilometri in 4 ore e mezzo (no, assolutamente non è stato il nostro tempo migliore!), ma siamo comunque soddisfatti perché l’obiettivo era fare un allenamento più completo, come solo in una gara si può fare.

Ora ci aspettano granfondo impegnative, sia come salite che come chilometri. Come la Dieci colli di Bologna, di ben 170 chilometri che si correrà il 1° maggio. Personalmente la conosco perché 12 anni fa ho fatto il percorso più breve, ma tante cose possono essere cambiate nel frattempo. Per motivi di sicurezza, perché il paesaggio è cambiato, spesso accade che un percorso possa variare da un  anno a un altro, figuriamoci dopo tanto tempo. Sarà come fare una gara totalmente nuova. E lì sì che bisognerà spingere sui pedali!