….. a TE che hai permesso tutto questo!

11 giugno 2018: inizia, con la cerimonia di apertura, l’avventura degli Europei per trapiantati di cuore e/o polmoni di Lignano Sabbiadoro, organizzati dall’Associazione ACTI capitanata dall’instancabile presidente Nevio Toneatto. 280 atleti, 14 nazioni europee rappresentate….ed io, per la prima volta, mi sono iscritto e partecipo, questa volta orfano di Gianni, con la consapevolezza di competere con chi ha affrontato il mio stesso trapianto d’organo, o quello di polmone. Emozione a cento, per me è un piacere e un onore.
Il giorno dopo è già ora dell’esordio alle gare. Mi aspetta la corsa cross country 4000 metri, ed è un esordio assoluto, perché non mi sono mai cimentato in qualcosa che non fosse la bici, fino ad ora. Non parto impreparato, per questa gara mi sono allenato per 7 mesi alternando bicicletta e corsa a piedi, a volte uscendo alle 5 del mattino prima di andare al lavoro. 46 partenti, un bel gruppone, non conosco nessuno, non ho idea di chi possa essere più o meno competitivo, ho solo sentito menzionare un irlandese “che vince sempre”. Si parte, io vado con il mio passo, e succeda quel che succeda! Aumento il ritmo, prendo distanza dal secondo, l’irlandese proprio, ma “ho la gamba”, un po’ allungo io e un po’ si avvicina lui….ma taglio il traguardo per primo, da solo, con una ventina di secondi di vantaggio, guardando lassù, a chi ha permesso tutto questo, il mio Donatore in primis.

La squadra italiana mi carica come una molla per la gara di 20 km di bici su strada, c’è la corazzata tedesca da contrastare, dicono, sono in cinque e sono fortissimi, si muovono in gruppo scambiandosi indicazioni e strategie….io voglio partire senza strategia, vedere che succede e come si muovono i miei avversari. Al via 42 partenti, vengo colto di sorpresa, un atleta inglese attacca immediatamente, e io rispondo subito allo scatto e lo seguo, con uno dei tedeschi a ruota. Decido di continuare nell’attacco, il tedesco mi sta dietro e gli faccio capire che voglio proseguire, dai, vienimi dietro che andiamo in fuga. Niente, con un cenno mi risponde che non ce la fà. Allora scatto nuovamente, prendo metri, poi secondi, e mi faccio il resto della corsa da solo, giro su giro…e taglio il traguardo in solitudine! Con una trentina di secondi di vantaggio. Il tedesco arriva, “too fast” mi dice, troppo veloce, e poi l’irlandese al terzo posto. Qualche lacrima mi scende mentre pedalo, è il mio sport, quello a cui mio padre mi ha avviato da bambino, quello che ho dovuto abbandonare da adolescente…ricordi vivissimi.

Tempo 24 ore per recuperare, e siamo nello stadio di atletica di Codroipo per le corse 1500 metri e 400 metri. Nei 1500 siamo divisi in due batterie da 15 atleti, io sono nella prima, diamo spettacolo, e ne esce una gara combattutissima, mi diverto molto nel testa a testa con l’irlandese che, nello scatto finale, mi batte di 70 centesimi, onore al merito del vincitore! Nei 400 siamo inseriti in batterie diverse e quindi non ci confrontiamo direttamente, con rammarico di entrambi….ma mi batte anche qui, ed il mio è il secondo tempo!
Dalla somma dei tempi delle gare di ciclismo e di corsa 1500 metri, si stila la classifica del duathlon, da cui arriva il primo posto e l’ultima medaglia per me. L’irlandese mi segue a circa 30 secondi di distacco.

C’è il tempo ancora per  il Cerchio della Vita, cerimonia finale di ringraziamento simbolico ai Donatori che hanno permesso a tutti noi di essere qui, insieme, a ridere, commuoverci, emozionarci, gareggiare, vincere e perdere, e l’immagine più bella di questi Campionati Europei è l’abbraccio con Ernesto Antonio, l’avversario irlandese con cui ce le siamo date di santa ragione….con onore, veramente!

In questa settimana intensissima, c’è spazio anche per il convegno sull’importanza dell’attività sportiva nella fase post-trapianto, moderato dal grande Bruno Pizzul, in cui porto la mia testimonianza, insieme ai relatori prof. Stefano Lazzer, Corso di Laurea in Scienze Motorie dell’Università di Udine e dott. Lucio Mos, Prevenzione Cardiologica e Cardiologia Territoriale, San Daniele del Friuli.

E si torna a casa… con un bottino personale di tre ori e due argenti, e un bagaglio di emozioni e ricordi. Dopo i Mondiali del 2011 e gli Europei del 2014, ho voluto fortemente provare questa esperienza, inseguendo anche questo sogno e questa impresa. Non so se la ripeterò mai…
Per quanto la soddisfazione per un primo posto sia enorme, rimane per me impagabile scalare una montagna e raggiungere una cima mai esplorata prima…la sfida con me stesso, con una salita mai percorsa è per me più gratificante di quella con un avversario in carne ed ossa!
Purtroppo, come già visto ai mondiali e agli europei, in questo tipo di manifestazioni il messaggio di sensibilizzazione alla donazione è debole, non si vedono in giro manifesti che pubblicizzano l’evento, ai bordi delle strade solo i parenti degli atleti e nessun’altro. Noi ci mettiamo tutto lo spirito di riconoscenza verso i Donatori e la voglia di testimoniare la vita ritrovata grazie al trapianto, ma ancora una volta è mancato il “vero” pubblico, quello a cui diffondere il messaggio!

Questo evento era uno degli obiettivi stagionali prefissati; adesso mi prendo una settimana di riposo e poi…via con la preparazione del secondo obiettivo, quello a cui tengo di più!  L’avversario più pericoloso saranno  montagne e salite, con me ritornerà Gianni, e insieme cercheremo di portare a casa un’altra impresa. Per il momento vi svelo solo che ci saranno 5500 mt di dislivello da scalare…..non perdetevi i prossimi post!!!

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