Alla conquista di Roma

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Ci siamo quasi. Tra quattro giorni, a quest’ora esatta, il sogno di una vita potrebbe essere coronato. Conquistare il Prestigio partecipando a 8 granfondo ciclistiche in un anno. Tecnicamente Gianluigi ed io lo scudetto l’abbiamo già vinto con l’ultima sfida, la granfondo Pinarello di Treviso, perché le gare minime da portare a termine erano 7.

Ma per noi conta la promessa che ci siamo fatti circa un anno fa: indossare 8 maglie delle più note granfondo italiane, correre per 8 percorsi lunghi e tagliare 8 traguardi. Perciò solo se riusciremo ad arrivare fino in fondo la vittoria sarà completa.

Per questa ultima e decisiva tappa, quale scenario migliore della città eterna? Roma ci attende con i suoi scorci mozzafiato, per pedalare letteralmente immersi nella Storia.

Il percorso partirà domenica 11 ottobre alle 7.15 del mattino (un’altra levataccia!) dai Fori Imperiali. Passato il Colosseo attraverseremo Piazza Venezia e Campidoglio, per poi dirigerci verso Circo Massimo e Appia Antica. Da lì pedaleremo fuori dalla città, verso lo splendido paesaggio dei Castelli Romani e del lago di Albano. Ultimo tratto di nuovo a Roma, per concludere alle Terme di Caracalla.

Unica preoccupazione, che l’anno scorso mi ha dato non poco filo da torcere: i romanissimi sanpietrini!

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Verso l’ultima sfida

 

We are back! Dopo due mesi rieccoci in pista, più carichi che mai. Ma in questo periodo non siamo certo rimasti con le mani in mano… Ecco qualche scatto che lo dimostra!

Tra gare estive e allenamenti, ora Gianluigi ed io siamo pronti ad affrontare l’ultima sfida: la granfondo di Roma, l’11 ottobre 2015. Tappa finale della nostra avventura verso lo scudetto Prestigio.

Allenamento tutto l’anno

Non c’è domenica che passi, sia con il sole, con la neve, con il caldo e con il freddo, che io non la passi un po’ in bicicletta, per allenarmi. Ed è sempre stato così, anche prima che iniziasse questa avventura per conquistare lo Scudetto Prestigio con Ivano. E poi sfrutto tutte le occasioni, come il percorso casa-lavoro da Lugo a Ravenna, andata e ritorno. 56 km in sella alla mia bici per correre e rilassarmi.

Maggio di fuoco su due ruote

FullSizeRenderE alla fine arriva maggio.

Con la Dieci Colli di Bologna si apre il mese “terribile” delle granfondo, tanto atteso ma anche temuto: il calendario si fa fitto di impegni, lentamente si raggiunge la forma fisica ideale, necessaria per affrontare i 175 km con 3000 mt di dislivello della Dieci Colli del primo maggio, ma soprattutto in vista dei 200 km della Nove Colli di Cesenatico il 24 maggio.

Bologna è un test importante per verificare la tenuta, fisica e mentale, della propria condizione: arrivano a maturazione le fatiche delle settimane precedenti, e si consolida la preparazione base per affrontare al meglio gli appuntamenti che verranno a maggio e giugno. Un percorso impegnativo, per dirla con le parole degli organizzatori “…per gente tosta…”, a maggior ragione proprio quest’anno arriviamo Gianluigi ed io, e il tracciato viene rivoluzionato invertendo il senso di marcia… Come si legge sul sito ufficiale della manifestazione “per rendere ancora più stimolante la competizione, aumentando la difficoltà rispetto alle precedenti edizioni”!

Ma accogliamo la sfida di buon grado, anche perché la Dieci Colli ci appoggia e ci sostiene da quando abbiamo deciso di intraprendere il cammino del Prestigio: “IVANO, GIANLUIGI E UN MESSAGGIO DI SPERANZA: UNA DIECI COLLI DI CUORE E PASSIONE”, ecco il titolo di un comunicato diffuso dall’ufficio stampa della granfondo.

Per puro divertimento, ho inserito nella programmazione di maggio anche la partecipazione alla granfondo Colnago di Desenzano del Garda del 17 maggio: ogni anno, con un piccolo gruppo di amici trapiantati, accogliamo l’invito degli organizzatori a pedalare tra le bellezze del paesaggio del Lago di Garda.

Anche qui ci sarà una novità nel tracciato: niente più saliscendi nell’entroterra tra le dolci colline moreniche, ma percorso esclusivamente lungo la sponda bresciana del lago. Saremo impegnati nel percorso medio di 110 km con 1400 mt di dislivello.

E’ un’occasione per ritrovarci e scambiare due chiacchiere, un’ulteriore vetrina che ci permette di testimoniare il nostro messaggio a favore della donazione di organi e di ritorno a una vita normale dopo l’esperienza del trapianto.

Anche voi potete sostenere e seguire la nostra sfida: domani, per concludere al meglio gli allenamenti di aprile e iniziare maggio col piede giusto, uscirà la seconda puntata della nostra webserie “Di nuovo in Pista. Non perdetevela!

Non s’improvvisa nulla: l’importanza della preparazione

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Si fa presto a dire “Prestigio”.

Un sogno, un’idea, un progetto che, con il passare delle settimane, diventano via via più concreti, e si trovano a fare i conti con la realtà di tutti i giorni…lavoro, casa, famiglia, allenamenti, tutto da incastrare.

Perché, è bene sottolinearlo, un’impresa di questo tipo non si improvvisa: per un trapiantato, così come per qualsiasi cicloamatore, la preparazione atletica deve essere mirata, a seconda degli obiettivi di stagione. E le insidie sono sempre dietro l’angolo: i crampi, i cali di zucchero, le “gambe dure”…

Per prepararmi opportunamente al Prestigio, e quindi anche al prossimo impegno di Cervia del 12 aprile, ho cambiato completamente allenamento rispetto agli anni scorsi. Prima di tutto perché ho iniziato a uscire in bici molto presto, in previsione del primo impegno stagionale a febbraio, la granfondo di Laigueglia.

Cerco di distribuire l’attività ciclistica su tutta la settimana, alternando carico e scarico. E così, mentre la “Via del Sale” si avvicina, ecco l’agenda dei miei ultimi allenamenti:

Domenica

  • percorso lungo circa 5 ore, con 1000/1500 mt di dislivello
  • si inizia con 15/20 minuti a un ritmo molto blando con rapporti agili, poi pedalata a intensità crescente, termine in scioltezza defaticante
  • a seguire stretching

Lunedì

  • pedalata di circa 1 ora in agilità per scarico
  • a seguire stretching

Mercoledì

  • percorso lungo circa 5/6 ore, con 1000/1500 mt di dislivello
  • si inizia con 15/20 minuti a un ritmo molto blando con rapporti agili, poi pedalata a intensità crescente, termine in scioltezza defaticante
  • a seguire stretching

Venerdì

  • percorso medio circa 2/3 ore, pianeggiante
  • si inizia con 15/20 minuti a un ritmo molto blando con rapporti agili, poi pedalata a intensità crescente, termine in scioltezza defaticante
  • a seguire stretching

Gradualmente i percorsi delle granfondo diventano più lunghi, quindi aumentano anche i km degli allenamenti.

Ogni allenamento è monitorato dal cardiofrequenzimetro, che mi permette di tenere sotto controllo le pulsazioni e di evitare affaticamenti eccessivi che possono risultare anche pericolosi per la salute.

Sono pronto per affrontare i 150 km con 1550 mt di dislivello della granfondo “Via del Sale”. Compresa la nuova Salita Pantani, per cui serviranno tutte le energie accumulate in questi ultimi allenamenti!

Per non perdere il ritmo

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Un granfondo in più per tenere il ritmo delle gare che servono a raggiungere l’obiettivo dello scudetto Prestigio. Non contenti delle 8 granfondo previste, io e Ivano abbiamo infatti deciso di allenarci non solo con i percorsi in solitaria o in compagnia di qualche amico, ma mettendoci anche alla prova partecipando a gare fuori dal circuito del Prestigio.

Così il 22 marzo eravamo di nuovo in pista per la granfondo Davide Cassani di Faenza. Una gara comparabile come chilometraggio a quella di Laigueglia, ma più varia come altezze e quindi più impegnativa nelle salite.

Vedendola come un allenamento, non abbiamo spinto molto sui pedali, prendendocela un po’ comoda e fermandoci anche per colpa di qualche crampo. Alla fine abbiamo completato i 120 chilometri in 4 ore e mezzo (no, assolutamente non è stato il nostro tempo migliore!), ma siamo comunque soddisfatti perché l’obiettivo era fare un allenamento più completo, come solo in una gara si può fare.

Ora ci aspettano granfondo impegnative, sia come salite che come chilometri. Come la Dieci colli di Bologna, di ben 170 chilometri che si correrà il 1° maggio. Personalmente la conosco perché 12 anni fa ho fatto il percorso più breve, ma tante cose possono essere cambiate nel frattempo. Per motivi di sicurezza, perché il paesaggio è cambiato, spesso accade che un percorso possa variare da un  anno a un altro, figuriamoci dopo tanto tempo. Sarà come fare una gara totalmente nuova. E lì sì che bisognerà spingere sui pedali!

In sella e via! Allenamento in 3 verso Solferino

Allenamento Ivano

Esco di casa alle 8 per una prima “sgambatina” di riscaldamento in totale solitudine…per godermi un po’ della tranquillità di una domenica mattina con un sole più che primaverile e una temperatura da gelido inverno. La campagna intorno a casa sembra ancora sonnecchiare a quest’ora, i pensieri invece corrono veloci ai prossimi impegni ciclistici, l’allenamento chiama.

Alle 8.45 mi ritrovo in piazza C. Battisti di Leno, di fronte all’Istituto di Istruzione Superiore “Capirola”, con Giovanni, amico, collega e compagno di pedalate.

Sono sue le parole che descrivono il nostro allenamento.

Bella mattinata serena e frizzante, anzi abbastanza fredda (la temperatura si aggira intorno ai 3°), l’abbigliamento quindi è quello adatto alle uscite invernali. Partiamo in direzione est, la nostra destinazione è Solferino e dintorni, sulle colline moreniche al confine tra le province d Brescia e Mantova.

Da Leno, percorrendo la strada “bassa che porta alla località Ponterosso, incontriamo il nostro amico Luciano, pure lui cicloamatore e compagno di uscite in bici, che si aggrega al gruppetto su nostro invito. Arriviamo a Malpaga e poi Calvisano: passando in centro si nota un buon movimento di automobili e persone, generato dalla Fiera dell’Agricoltura. Proseguiamo e, sempre cercando di percorrere strade poco trafficate, evitando statali e provinciali, giungiamo a Carpenedolo. Purtroppo il vento è contrario, soffia da NE verso SW… il che implica una fatica supplementare, alla quale cerchiamo di ovviare alternandoci a “tirare(termine ciclistico per indicare chi sta davanti e prende tutta l’aria).

Dopo Carpenedolo attraversiamo le minuscole frazioncine di Gozzolina e Pozzo Catena e arriviamo, dopo una salitina impegnativa, alla famosa Rocca di Solferino (teatro della famosa battaglia di Solferino San Martino del 1859 che ha segnato la nascita della Croce Rossa Italiana, evento commemorato dall’Ossario, dove si conservano ancora i resti dei numerosissimi caduti). Nella piazzetta sottostante la rocca facciamo una piccola sosta per ammirare il panorama che ci propone il basso Lago di Garda, il Monte Baldo innevato e la Torre di San Martino della Battaglia, alta circa 70 m.

Abbiamo già percorso 39 km a questo punto, e scendendo dalla Rocca di Solferino attraverso il centro storico ci portiamo in direzione Pozzolengo per aggredire un’altra salitella impegnativa al 12%, che ci porta in località Bande, in mezzo a un paesaggio fatto di vigneti, cascine sperdute, colline e rigagnoli.

Raggiungiamo poi Cavriana Mantovana, altra salita per raggiungere il centro storico e scendiamo verso la frazione San Cassiano, invertendo la direzione e trovando finalmente un po’ di vento favorevole, che ci permette di pedalare oltre i 40 km orari e avviarci verso casa. Attraversando poi Medole, Castelgoffredo, Acquafredda, Visano e di nuovo Calvisano, arriviamo a Leno intorno alle ore 12.00, un po’ stanchi e molto affamati dopo aver percorso circa 90 km. Tutto sommato una bellissima mattinata, ne valeva veramente la pena.”

Compreso il riscaldamento iniziale, il mio contachilometri segna alla fine 106 km: sono stanco perché ho “tirato” parecchio per tenere un ritmo da vero allenamento e perché il vento, dopo Laigueglia, è ormai diventato una costante che mi accompagna…ma, con soddisfazione, mi sono meritato di sedermi a tavola per un piatto di lasagne!

Allenamenti su percorsi di questo tipo, con numerosi saliscendi, sono proprio utili. Per questo, con Gianluigi, stiamo pensando di partecipare alla 21° granfondo Davide Cassani del 22 marzo a Faenza (131 km su 2200 mt di dislivello). Un allenamento-gara, giusto per tenere il ritmo dell’obiettivo “Prestigio”…

Verso Laigueglia

Allenamento Gianluigi

L’anno scorso, dopo la granfondo di Trento, Ivano all’improvviso mi dice: “L’anno prossimo voglio festeggiare 10 anni dal mio trapianto. Voglio vincere lo Scudetto Prestigio. Mi accompagni?”

Preso dall’entusiasmo, dal suo entusiasmo, ho detto subito di sì. Tra l’altro avevo anch’io una ricorrenza da festeggiare: ben 20 anni in bici. Poi dopo, tornato a Lugo, tra i miei impegni, ho iniziato a ragionarci su, all’impegno che ci vuole per preparare sette granfondo in un anno, all’allenamento da fare. Stavo per ripensarci.

Però oggi sono qui, pronto per andare a Laigueglia, per la prima granfondo. Questa è la gara più corta, “solo” 101 chilometri, anche se parecchio mossa. Si sa, in Liguria di piana non ce n’è molta. Mi dico che non mi devo preoccupare, è un inizio tranquillo. Ma solo quando avrò la strada sotto i pedali, quando sarò di nuovo in pista, capirò se avevo ragione.

Prima della gara

Ivano_allenamento

Guido verso Ferrara. Tiziana è accanto a me in macchina e ogni tanto mi guarda.

È lievemente preoccupata, come prima di ogni allenamento, ma non lo dà a vedere. Sorride.

Io sono concentrato. Mancano pochi giorni alla gara. E questo non è un allenamento come gli altri, stavolta non saremo soltanto io e la mia bicicletta, la strada di fronte a noi.

Arriviamo al Centro Studi Biomedici applicati allo sport di Ferrara alle 10.15 in punto. Da Brescia ci sono volute poco più di due ore. Ci accoglie Gianluigi e inizia il monitoraggio.

Mi dicono che le mie prestazioni sono superiori alla media. Una bella soddisfazione, visto che dieci anni fa ho subito un trapianto di cuore.

Domani sarò di nuovo in pista. Prima tappa, granfondo di Laigueglia.