“L’ARRIVO È IL TUO SOGNO”

Questa è la scritta che troneggia sullo striscione all’arrivo della temuta Ötztaler Radmarathon di Sölden, in Austria, che ha la fama di essere la granfondo più dura d’Europa. E l’arrivo rischia di essere davvero solo un miraggio….240 kilometri, 5500 metri di dislivello, le previsioni meteo totalmente avverse.
Gianni ed io ci siamo iscritti sull’onda dell’entusiasmo e nelle ultime settimane ci hanno assalito mille dubbi: ce la faremo? Non ce la faremo? La corsa è lunga e difficile, servono allenamenti mirati e concentrazione per arrivare in fondo, oltre che l’abbigliamento adeguato e l’alimentazione ben calibrata.
Questo per me è l’appuntamento dell’anno, la ciliegina sulla torta di una stagione che mi ha visto partecipare ai Campionati Europei per trapiantati di cuore e polmone di Lignano Sabbiadoro, portando a casa 5 medaglie in tutto, fra ori e argenti, sia nel ciclismo che nella corsa a piedi. Una grandissima soddisfazione, ma questa….questa granfondo è un altro discorso, ci tengo tantissimo a raggiungere questo obiettivo, un’impresa enorme per chiunque, ed a maggior ragione per un trapiantato di cuore.
Ci diciamo che se sarà brutto tempo non partiremo e ci godremo una mini vacanza a Sölden, ma ci ritroviamo poi il sabato sera a preparare tutto, maglie pesanti, copriscarpe, antivento, passamontagna….come se dovessimo andare sottozero!!!!
E partiamo….sono le 6.45 di domenica 2 settembre, siamo in 4000 a varcare la start line, “buongiorno sta iniziando il tuo sogno” c’è scritto.
Discesa fino a Ötz. Prima salita, il Kuthai, piove a dirotto ed in cima siamo già fradici e infreddoliti…tantissimi si ritirano, e anche noi siamo davvero indecisi sul da farsi, proviamo a tenere duro e vedere come va.
Discesa verso Innsbruck. Seconda salita, il Brennero, con il sole. La salita è traditrice, una salita che non sembra una salita: lenta, logorante, estenuante.
Discesa verso Vipiteno. Terza salita, il Passo Giovo, ancora il sole…Siamo a tre quarti del percorso, ma è dura, non possiamo mollare e c’è ancora tanta strada da fare. Dubbi, pensieri, ci perdiamo, ci aspettiamo, dobbiamo arrivare al cancello entro le 14.25, altrimenti saremo fuori tempo massimo e non ci considereranno “finisher”…pedala e pensa, pedala e pensa…ce la faccio o non ce la faccio? Cancello superato in tempo.
Discesa verso San Leonardo in Val Passiria. Quarta salita, il Passo del Rombo, un mostro, pioggia e freddissimo. È l’ultimo sforzo, una volta scavallato questo si ridiscende a Sölden ed è finita…ma sono 28 km ininterrotti di salita a tratti ripidissima, la stanchezza dopo 200 kilometri si fa sentire, tanti scendono dalla bici e proseguono a piedi, la tentazione è forte, ma teniamo duro. Il Passo del Rombo merita un discorso a parte: è come un viaggio alla ricerca di sé stessi, una seduta psicologica gratuita….mille pensieri e mille immagini passano davanti agli occhi tra un tornante e l’altro, e la salita non finisce più. Una pedalata dopo l’altra arriviamo in cima e scavalliamo, ed è qui, in questo momento, che iniziamo a pensare che il sogno dell’arrivo sia davvero a portata di mano e ci rendiamo conto che l’impresa è ormai compiuta, manca talmente poco che ci sembra di toccare il cielo con un dito. Siamo in cima alla salita più dura, l’ultima, ci prendiamo un attimo di tempo per assaporare la sensazione.
Discesa verso Sölden. È fatta, è il traguardo, fa freddissimo ma quasi non si sente, tanta è l’emozione per quello che stiamo realizzando. Passiamo sotto il famoso striscione “l’arrivo è il tuo sogno” dopo quasi 13 ore dal momento della partenza, ci siamo guadagnati la maglia di “finisher”. Una parola sola esprime quello che provo all’arrivo: “felicissimo!”, e ne è valsa veramente la pena, non c’è dubbio!
Se gli Europei erano un obiettivo di questa stagione, tagliare il traguardo della Ötztaler era IL SOGNO, quello che si accarezza, si immagina fra sé e sé, ma non si dice a nessuno, per scaramanzia….solo al mio Donatore ho rivelato tutti i miei pensieri.Alla prossima avventura…..anche se al momento non sappiamo ancora quale! nel frattempo,concludiamo l’anno divertendoci con due sgambate: la G.F. di Milano il 9 settembre e quella di Roma a metà ottobre.

Siamo di Nuovo in Pista

…come nei peggiori incubi, siamo tornati!
Non abbiamo abbandonato le nostre folli imprese, nonostante da un po’ di tempo non ci leggiate su questo blog.
Per riepilogare brevemente, il 2017 voleva essere per noi un anno “sabbatico”, in cui dedicarci solamente a qualcosa di divertente, senza obiettivi precisi da raggiungere. Ed era partito bene, con le Granfondo Davide Cassani a Faenza, la Colnago a Desenzano e la classica Nove Colli a Cesenatico. È poi arrivato il graditissimo invito per la Granfondo del Capitano a Bagno di Romagna: all’esordio in questa manifestazione, gli organizzatori ci hanno riservato uno spazio importante per veicolare il messaggio di sensibilizzazione alla donazione degli organi e di promozione dell’attività sportiva post-trapianto, che ha così avuto un grande risalto. E poi la seconda edizione della Ultracycling 3 Confini a luglio: questa volta, con la squadra a 4 al gran completo (Gianni, Giuseppe, Beniamino ed io), ci siamo cimentati nel percorso lungo, 540 Km di tragitto che da Gemona tocca Austria e Slovenia. Passo Rest, Ampezzo, Sauris, Val Pesarina, per arrivare poi alla famigerata salita dello Zoncolan, il Passo di Montecroce, Sella Nevea, Kranjska Gora, Bovec, Caporetto…., 11000 Mt di dislivello, 27 Ore totali in sella alla bici…una staffetta entusiasmante! Grazie di cuore a Giuliano, Silvia e a tutti gli amici di del pedale Gemonese per l’organizzazione e l’accoglienza, ancora una volta impeccabili.
Purtroppo, il destino ha voluto che da settembre in poi scegliessi di tralasciare ogni impegno ciclistico, per dedicare tutte le energie alla mia mamma nel suo ultimo, breve, percorso di vita. Ora anche lei, ovunque sia, mi accompagna nelle salite più faticose.

Ma veniamo al 2018 e al nostro ritorno!
Partenza classica con la Granfondo Colnago di Desenzano,  
a cui ha partecipato un nutrito gruppo di atleti trapiantati, Ermanno, Gianfranco, Alex, Max, Giuliano, Gianni, Giuseppe….  davvero un bel successo aver condiviso i 110 km di percorso con puro divertimento. Nel fine settimana ci attende un nuovo appuntamento, grazie alla collaborazione di ANED SPORT: saremo infatti alla Granfondo di Bra in Piemonte.
Ma non finisce qui!
Due sorprese abbiamo in serbo per chi avrà la voglia e la pazienza di seguirci su questo blog…non anticipo nulla, rimanete connessi!!!

“Una scelta in Comune”…finalmente anche nel mio paese!

Con una semplice firma si può ridare la speranza a tante persone.
E’ questo il senso del progetto “Una scelta in Comune”, che permette di esprimere la propria volontà, di consenso o di diniego, per la donazione di organi e tessuti firmando un semplice modulo al momento del rilascio o del rinnovo della carta d’identità.
Lo prevede altresì il più ampio quadro progettuale di informazione dell’AIDO provinciale di BresciaMettiamoci dalla loro parte-Cittadini solidali per una scelta in Comune”, realizzato da Centro Nazionale Trapianti e AIDO.

Il nuovo servizio per i cittadini di Leno sarà disponibile dal 16 di maggio 2017, rivolgendosi all’Ufficio Servizi Demografici: al momento del primo rilascio o del rinnovo della carta d’identità, è possibile, per i cittadini maggiorenni , compilare un modulo che attesti la volontà (sia in caso di consenso che in caso di diniego) di donare organi e tessuti. L’esito della dichiarazione viene trasmesso in tempo reale al Sistema Informativo Trapianti (Sit), la banca dati del ministero della Salute che raccoglie tutte le dichiarazioni rese dai cittadini.
È sempre possibile cambiare idea e modificare in qualsiasi momento la volontà espressa, comunicando la decisione alla competente Azienda Territoriale Sanitaria, che provvederà immediatamente all’aggiornamento del SIT
In questo modo, chiunque può decidere consapevolmente se donare o meno i propri organi, senza lasciare ai familiari il peso e la responsabilità di questa delicata scelta, peraltro da compiere in momenti di difficoltà e dolore.
La donazione è comunque possibile solo quando il soggetto è deceduto a causa di una lesione encefalica, che ha causato la cessazione di tutte le funzioni cerebrali.

SPORT E TRAPIANTO SI UNISCONO PER UN FUTURO MIGLIORE

Gianluigi ed io abbiamo accettato con entusiasmo l’invito degli amici del Pedale Gemonese, che già ci avevano ospitato nel luglio scorso per la manifestazione “Ultracycling 3 confini”. Nell’ambito del progetto “Trapianto…e adesso sport”, organizzato dal Centro Nazionale Trapianti e con la collaborazione del Pedale Gemonese , dell’Università di Udine, del Comune, della Pro Loco di Gemona e Sporland, siamo quindi intervenuti ad un partecipatissimo incontro con i ragazzi di alcuni istituti superiori del territorio.
L’evento è stato molto coinvolgente, seguitissimo dagli studenti, sebbene si stessero affrontando tematiche impegnative….abbiamo portato la nostra testimonianza, ripercorrendo le fasi del progetto “Trapianto…e adesso sport” e l’esperienza che ci ha portato alla conquista dello Scudetto Prestigio nel 2015.
L’accoglienza dei gemonesi è stata spettacolare anche stavolta, ci siamo sentiti unici tra gente unica….. ed abbiamo seminato il terreno per future e proficue collaborazioni!

Clicca l’immagine per vedere il video.
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#DiamoIlMeglioDiNoi

14642063_1265423980175989_6257523549863760479_nCome ormai tradizione, la stagione ciclistica si chiude con la  Granfondo Campagnolo di Roma.
Ed anche nel 2016, NOI CI SIAMO!
Dopo Roma, come di consueto è tempo di bilanci. È stato un anno meno impegnativo del 2015, se penso alla quantità di impegni….ma non per la qualità, se ripercorro con il ricordo esperienze nuove ed entusiasmanti.
A volte si vorrebbe fare di più, ma mi rendo conto che fisicamente non si può andare oltre, e poi ogni tanto mi sfugge che sono un trapiantato di cuore….
Per quanto mi riguarda, mi ritengo fortunato ed allo stesso modo soddisfatto della stagione: abbiamo iniziato con una novità, la granfondo della Versilia, ed una new entry in squadra. A Gianni e me si è aggregato Beniamino, un altro trapiantato di cuore, che ci ha accompagnato per tutta la stagione, ha faticato più del dovuto per portare a termine le granfondo ma, con la sua tenacia, èarrivato fino in fondo. Grande Ben!!!
Guardando indietro, se dovessi scegliere le competizioni più esaltanti della stagione, direi sicuramente la Maratona dles Dolomites e la D+ Ultracycling 3Confini.
In Val Badia, anche quest’anno, per una promessa fatta a Graziano Frigo, un amico che non c’è più, mi sono cimentato sul percorso lungo, 138 km e oltre 4200 mt di dislivello. Rifare il percorso lungo non era semplice, quest’anno arrivavo con poco allenamento sui lunghi, visto che abbiamo optato per i tracciati medi, e la mancanza di Gianni, che per problemi con l’iscrizione non ha potuto partecipare, si è fatta sentire.
L’altra competizione che non posso fare a meno di citare è la D+ Ultracycling 3Confini a Gemona del Friuli: la scalata allo Zoncolan, i suoi tornanti e le sue pendenze mi rimarranno sempre impresse nella memoria…per non parlare dei boschi sloveni, attraversati in notturna, in un’atmosfera fra l’inquietante ed il fiabesco! Che dire? Una vera impresa, ed un grazie a Gianni e Beniamino, che hanno condiviso con me questa esperienza. Però….Giuseppe, quarto membro del nostro team, ci sei mancato!!!
E veniamo alla granfondo di Roma, la città Eterna: per me è la quinta partecipazione, insomma….le ho fatte tutte. Anche in questa competizione ero orfano di Gianni, costretto da un acciacco a dare forfait. Quest’ultima è stata l’edizione migliore in assoluto: un nuovo percorso, che ci ha mostrato nuovi e affascinanti paesaggi, il ritorno a Castel Gandolfo (attraversato solo nella prima edizione) e il lago di Albano su tutti. Più che soddisfatto del risultato della gara, chiusa in 4 ore e 3 minuti per 115 km di percorso e 2000 mt di dislivello.
Giornata splendida, peccato per l’acquazzone della vigilia, che ha rovinato non la gara, ma lo spettacolare concerto organizzato dal CNT!!!
Doverosi i ringraziamenti!
In primis al mio donatore, sempre con me, soprattutto quando le salite si fanno più dure;
a Gianni, Beniamino e Giuseppe, veri compagni di viaggio;
agli amici della squadra ANED capitanati da Gisella;
14572188_1439993599347354_552550864000762921_na Daniela, Emanuela, Manuela  e Marzia del CNT, sappiamo di essere le spine nei vostri fianchi;
al Direttore del CNT dott. Alessandro Nanni Costa, vero motore del messaggio che dopo il trapianto si può e si deve fare sport;
a mia moglie, lei c’è sempre ad ogni traguardo;
ed infine, per ultimo ma non per importanza, un pensiero al mio papà, che a febbraio ci ha lasciato, GRAZIE PAPÀ C’ERI ANCHE TU SU QUELLA SALITA!!!!
Arrivederci all’anno prossimo e ricordiamoci…..#DiamoIlMeglioDiNoi, sempre e comunque!

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ALLA SCOPERTA DEL LAGO DI GARDA

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Grande festa per la Granfondo Colnago Cycling Festival di Desenzano del Garda, domenica 8 maggio 2016. Sarà per l’atmosfera “vacanziera” che si avverte in queste zone, sarà per il clima quasi estivo, o sarà per l’entusiasmo degli organizzatori, che davvero ci tengono a far vivere questa esperienza “con leggerezza, senza esagerare e senza correre rischi inutili”, per citare le parole dette alla partenza da Paolo Savoldelli, augurando a tutti di divertirsi, ma con “attenzione a non farsi male!”, come raccomanda il patron della manifestazione Ernesto Colnago.
Fatto sta che la giornata scorre veramente come un party vivace e colorato, ed anche il nostro gruppo di rappresentanti della Nazionale Italiana Trapiantati, composto da Gianni, Beniamino e me, accompagnati da Gianfranco Minuti (trapiantato di rene) e dal Direttore del CNT Alessandro Nanni Costa, non si tira indietro di fronte a cotanta vitalità….perché noi abbiamo tanti motivi per festeggiare!
In primis, è un orgoglio anche il solo fatto di essere qui, alla partenza di una granfondo, in mezzo a tremila cicloturisti, dopo le nostre esperienze di malattia e di trapianto….
Quest’anno, poi, onoriamo la memoria di Graziano Frigo, che, 20160508_064742ovunque sia adesso, butta un occhio sulle nostre performance (ne siamo certi): abbiamo raccontato le sue vicende nei mesi scorsi, grazie alla Rete del Dono ed alla collaborazione con AIRC. Non so com’è, ma oggi lo sentiamo qui insieme a noi….come quando correvamo su questo lungolago e su queste stesse colline fianco a fianco.
Non da ultimo, il Direttore del Centro Nazionale Trapianti, dott. Alessando Nanni Costa, che ha scelto di partecipare con noi alla granfondo, sintetizza così, nell’intervista pre-gara, quale sia lo spirito che muove questo gruppo ad alzarsi in piena notte, per essere qui, domenica mattina, alle 7, sulla linea di partenza: “Diamo il meglio di noi in vita, ma anche dopo, donando gli organi, che possono permettere ad altre persone senza via di scampo di poter vivere pienamente…e magari, come oggi, correre ad una granfondo!”.

Gli scenari sono da cartolina ed i paesaggi incantevoli, il Lago di Garda in questo davvero non delude mai!
A Gianni e me, ad un certo punto, sembra di essere nell’anticamera dell’inferno, ma non dipende dall’ambiente esterno….saranno gli anni che passano, o le troppe pause ai punti ristoro, ma la forma fisica dell’anno scorso pare irraggiungibile! Non importa… ciò che veramente conta è tagliare il traguardo con il sorriso, ed aver conquistato un altro obiettivo con la nostra voglia di sensibilizzare alla donazione, ma…..nel post-gara un’inquietante domanda aleggia fra di noi….”che fine ha fatto il dott. Nanni Costa??!???!?”

Dopo il Prestigio

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Ora è ufficiale. Io e Ivano abbiamo ottenuto lo Scudetto Prestigio. Lo sapevamo già che avevamo raggiunto il risultato tanto atteso e faticato in questi mesi di allenamento fisico e mentale, in cui ogni week-end era scandito da una granfondo, da un allenamento o da una preparazione per la gara successiva, quando insieme siamo arrivati in fondo ai km della Granfondo La Pinarello a Treviso. L’emozione di quel traguardo è stata dirompente, tanto di gioia quanto di sollievo.

L’emozione della Granfondo Campagnolo Roma è stata diversa, ma sempre intensa e da ricordare. La tappa romana ha infatti segnato il momento finale di un lungo percorso fatto di amicizia, sostegno e fiducia con tutte le persone che hanno fatto il tifo per Ivano e me in questo viaggio sulla bici: i quasi 11mila “followers” come ci hanno scritto sulla targa della nostra premiazione romana e tutto lo staff del Centro Nazionale Trapianti e l‘agenzia di comunicazione formicablu che insieme hanno raccontato la nostra storia in rete.

E adesso? E adesso guardiamo al futuro. Scendere dalla bici ora, proprio ora che abbiamo ormai una certa gamba, non si può! Anche a Roma abbiamo voluto fare la gara al meglio, nonostante avessimo già lo scudetto in tasca: rispetto all’anno scorso abbiamo infatti migliorato la nostra performance di 20 minuti e siamo arrivati al traguardo in sole 4 ore e mezzo, rispetto alle quasi 5 dell’anno precedente. Quindi forti di questo allenamento lungo 8 mesi, della consapevolezza che possiamo farcela e confortati dai dati scientifici che abbiamo raccolto durante le 8 gare, Ivano e io stiamo già escogitando cosa inventarci per i prossimi mesi. Forse qualcosa di simile, forse qualcosa di più leggero. Vedremo. Sempre insieme, certo. Squadra vincente, non si cambia. Al massimo, si allarga.

Prossima tappa: Dolomiti

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3 giorni, 12 ore, 56 minuti e 26 secondi. Mentre io inizio questo post, segna così il countdown sul sito ufficiale della Maratona delle Dolomiti.

Domenica 5 luglio Gianluigi ed io saremo di nuovo in pista: a giocarci la penultima sfida prima delle vacanze, nel tentativo di conquistare lo Scudetto Prestigio.

Ormai siamo allenati, ma proprio per questo abbiamo imparato che non è il momento di abbassare la guardia. Anche perché le Dolomiti non scherzano: 8 saranno i passi da valicare, per un totale di 138 chilometri con 4.230 metri di dislivello. In tutto saremo oltre novemila. Un bel numero, se si pensa che nella primissima edizione di questa grande sfida, inaugurata nel 1987, i temerari partecipanti erano 166!

Oggi la Maratona delle Dolomiti è una delle più importanti manifestazioni cicloamatoriali d’Europa. E io non vedo l’ora di salire in sella. Un ultimo sguardo al countdown: i secondi e i minuti diminuiscono. Meglio concentrarsi sugli ultimi allenamenti, prima di partire per Corvara.

photos © Freddy Planinschek / mdd