La sfida di Ivano e Gianluigi anche su Wired.it

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La storia di Ivano e Gianluigi alle prese con allenamenti e gare tutte sui pedali per conquistare lo scudetto Prestigio, sta appassionando i media.

Anche Wired.it ha lanciato la webserie e il trailer, con un articolo dal titolo “Di nuovo in pista, una webserie per tornare a correre dopo il trapianto“, presentando i due protagonisti ai lettori del web e raccontando come lo sport possa essere una componente anche della vita di chi ha subito un trapianto. Come ricorda l’articolo infatti “troppo spesso si corre il rischio di pensare che, dopo un intervento così delicato, non si possa tornare alla vita e alle passioni di prima”.

Ivano, accompagnato da Gianluigi nel suo percorso verso il Prestigio affrontando 8 granfondo lungo l’Italia, dimostra che non solo si può tornare in pista, ma si può aspirare a obiettivi impegnativi anche per gli sportivi amatoriali che non hanno mai avuto particolari problemi di salute.

All’articolo di Wired.it si affiancano altre testimonianze sui media che potete trovare nella pagina dedicata alla rassegna stampa “Raccontano di noi“.

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1° episodio – La prima sfida

Inizia la sfida di Ivano e Gianluigi per la conquista dello scudetto Prestigio. 8 granfondo da pedalare fianco a fianco per un traguardo sportivo e di vita. A 10 anni dal trapianto di cuore di Ivano, ottenere il Prestigio significa testimoniare che lo sport può aiutare a mantenersi in salute. Ci credono fermamente Ivano e Gianluigi, che impareremo a conoscere puntata dopo puntata della webserie e post dopo post del del blog “Di Nuovo in Pista”.

In sella e via! Allenamento in 3 verso Solferino

Allenamento Ivano

Esco di casa alle 8 per una prima “sgambatina” di riscaldamento in totale solitudine…per godermi un po’ della tranquillità di una domenica mattina con un sole più che primaverile e una temperatura da gelido inverno. La campagna intorno a casa sembra ancora sonnecchiare a quest’ora, i pensieri invece corrono veloci ai prossimi impegni ciclistici, l’allenamento chiama.

Alle 8.45 mi ritrovo in piazza C. Battisti di Leno, di fronte all’Istituto di Istruzione Superiore “Capirola”, con Giovanni, amico, collega e compagno di pedalate.

Sono sue le parole che descrivono il nostro allenamento.

Bella mattinata serena e frizzante, anzi abbastanza fredda (la temperatura si aggira intorno ai 3°), l’abbigliamento quindi è quello adatto alle uscite invernali. Partiamo in direzione est, la nostra destinazione è Solferino e dintorni, sulle colline moreniche al confine tra le province d Brescia e Mantova.

Da Leno, percorrendo la strada “bassa che porta alla località Ponterosso, incontriamo il nostro amico Luciano, pure lui cicloamatore e compagno di uscite in bici, che si aggrega al gruppetto su nostro invito. Arriviamo a Malpaga e poi Calvisano: passando in centro si nota un buon movimento di automobili e persone, generato dalla Fiera dell’Agricoltura. Proseguiamo e, sempre cercando di percorrere strade poco trafficate, evitando statali e provinciali, giungiamo a Carpenedolo. Purtroppo il vento è contrario, soffia da NE verso SW… il che implica una fatica supplementare, alla quale cerchiamo di ovviare alternandoci a “tirare(termine ciclistico per indicare chi sta davanti e prende tutta l’aria).

Dopo Carpenedolo attraversiamo le minuscole frazioncine di Gozzolina e Pozzo Catena e arriviamo, dopo una salitina impegnativa, alla famosa Rocca di Solferino (teatro della famosa battaglia di Solferino San Martino del 1859 che ha segnato la nascita della Croce Rossa Italiana, evento commemorato dall’Ossario, dove si conservano ancora i resti dei numerosissimi caduti). Nella piazzetta sottostante la rocca facciamo una piccola sosta per ammirare il panorama che ci propone il basso Lago di Garda, il Monte Baldo innevato e la Torre di San Martino della Battaglia, alta circa 70 m.

Abbiamo già percorso 39 km a questo punto, e scendendo dalla Rocca di Solferino attraverso il centro storico ci portiamo in direzione Pozzolengo per aggredire un’altra salitella impegnativa al 12%, che ci porta in località Bande, in mezzo a un paesaggio fatto di vigneti, cascine sperdute, colline e rigagnoli.

Raggiungiamo poi Cavriana Mantovana, altra salita per raggiungere il centro storico e scendiamo verso la frazione San Cassiano, invertendo la direzione e trovando finalmente un po’ di vento favorevole, che ci permette di pedalare oltre i 40 km orari e avviarci verso casa. Attraversando poi Medole, Castelgoffredo, Acquafredda, Visano e di nuovo Calvisano, arriviamo a Leno intorno alle ore 12.00, un po’ stanchi e molto affamati dopo aver percorso circa 90 km. Tutto sommato una bellissima mattinata, ne valeva veramente la pena.”

Compreso il riscaldamento iniziale, il mio contachilometri segna alla fine 106 km: sono stanco perché ho “tirato” parecchio per tenere un ritmo da vero allenamento e perché il vento, dopo Laigueglia, è ormai diventato una costante che mi accompagna…ma, con soddisfazione, mi sono meritato di sedermi a tavola per un piatto di lasagne!

Allenamenti su percorsi di questo tipo, con numerosi saliscendi, sono proprio utili. Per questo, con Gianluigi, stiamo pensando di partecipare alla 21° granfondo Davide Cassani del 22 marzo a Faenza (131 km su 2200 mt di dislivello). Un allenamento-gara, giusto per tenere il ritmo dell’obiettivo “Prestigio”…

Medicina dello sport


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Ho fatto della medicina dello sport il mio percorso professionale quando all’università ho capito che studiare la fisiologia umana era la cosa che maggiormente mi interessava: l’esame di fisiologia era stato quello che più mi aveva appassionato!

Definire cos’è la medicina dello sport non è facile perché abbraccia un campo molto vasto. Nasce come applicazione della medicina alla vita dell’atleta, cioè allo studio dal punto di vista medico dell’esercizio fisico intenso.

Poi, nel corso degli anni, gli obiettivi dei medici dello sport si sono modificati e in qualche modo il campo di intervento del singolo medico si è ristretto. C’è chi si è specializzato in traumatologia, c’è chi si occupa della fisiologia dello sport e chi si è specializzato  nell’esercizio fisico come strumento di terapia e prevenzione nell’ambito delle patologie croniche, come le malattie cardio-vascolari, il diabete o i tumori.

Io sono un medico dello sport in quest’ultima specializzazione, e quindi lavoro con i miei pazienti sui corretti stili di vita per prevenire o contenere le malattie croniche.
In pratica cosa faccio? Lo racconterò nei prossimi post, tra una gara con Ivano e un allenamento verso lo scudetto Prestigio.