Allenamento tutto l’anno

Non c’è domenica che passi, sia con il sole, con la neve, con il caldo e con il freddo, che io non la passi un po’ in bicicletta, per allenarmi. Ed è sempre stato così, anche prima che iniziasse questa avventura per conquistare lo Scudetto Prestigio con Ivano. E poi sfrutto tutte le occasioni, come il percorso casa-lavoro da Lugo a Ravenna, andata e ritorno. 56 km in sella alla mia bici per correre e rilassarmi.

3° episodio – La prova

 

Non solo medico e paziente. Ma anche amici, gregari uno dell’altro, compagni di sport e di sfide. Ivano e Gianluigi affrontano insieme con grinta le gare ciclistiche e della vita. Siamo arrivati alla terza puntata della webserie e i nostri protagonisti ci parlano del loro rapporto fuori e dentro l’ambulatorio e soprattutto della sfida più grande che Ivano ha dovuto affrontare: il trapianto. Tra paure e attese, Ivano ora è di nuovo in pista.

Donazione e trapianti, energia per la vita

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“Sono salva grazie ai medici di Niguarda e grazie a chi ha detto sì alla donazione”. Lo ha detto ieri Sara Anzanello, campionessa italiana di pallavolo. Ma è una frase che avrei potuto dire anche io. Io, e tutti quelli che come me sono stati salvati dall’estremo gesto d’amore e di altruismo di una famiglia.

Come Sara, sono stato operato all’Ospedale Niguarda di Milano. Quindi è anche grazie ai medici di Niguarda se oggi sono qui.

Con Sara condivido la passione per lo sport: poco importa se a livelli agonistici o amatoriali. Se lei leggesse questo post, sono certo che la penserebbe allo stesso modo. Entrambi con il trapianto abbiamo ricevuto in dono una nuova vita.

Sara Anzanello ne ha parlato ieri 19 maggio a Niguarda durante l’evento “Donazione e trapianti, energia per la vita”, dove ha raccontato la sua esperienza e il suo ritorno in campo dopo il trapianto. Io ne parlo in questo blog, tra un allenamento ciclistico e l’altro, e nella webserie che racconta la mia storia. Una storia di sport e di vita.

Dopodomani 22 maggio uscirà la terza puntata: quella centrale, l’episodio della svolta. Insieme a Gianluigi, mio medico, amico e ciclista, racconteremo la sfida del trapianto. E mostreremo davvero cosa vuol dire essere di nuovo in pista.

Io, medico dello sport, e il post-trapianto

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Quale è il mio ruolo di medico dello sport nel percorso di un paziente, come Ivano, che ha subito un trapianto? Riassumendo: valutare quali sono le sue condizioni generali e le sue possibilità e instradarlo verso la migliore o le migliori attività fisiche che può fare.

Ma come avviene questo processo? La valutazione iniziale è una fase importantissima, in cui bisogna individuare quali sono le performance cardio-vascolari del paziente e quali sono le sue possibilità. Avendo questi dati in mano, posso quindi fare una vera e propria prescrizione di attività fisica che, così come si fa con i farmaci, deve riportare la tipologia e il “dosaggio”: quale sport fare e con quale intensità e frequenza farlo.

L’attività fisica può essere sia di tipo aerobico che di resistenza, perché anche attività di questo tipo possono essere concesse, ovviamente prendendo in considerazione carichi che siano adeguati alle possibilità del paziente. 
Individuare la disciplina giusta per il paziente è fondamentale perché posso sperare che collabori e davvero porti avanti il suo percorso sportivo post-trapianto, se come medico dello sport sono bravo a capire quali possano essere gli sport, non solo adatti, ma anche di gradimento del mio paziente. E questo è ancora più importante per i pazienti che prima del trapianto hanno fatto poca o nessuna attività fisica. Per Ivano, appassionato fin da ragazzino di ciclismo, era abbastanza facile individuare cosa avrebbe voluto fare!

Poi devo creare delle occasioni di attività fisica, cioè devo indicare una serie di strutture o eventi sportivi in cui il paziente può portare avanti il suo percorso in sicurezza, seguito da personale professionale e qualificato, e, perché no, in un ambiente socializzante.

Infine il passaggio successivo è il cosiddetto follow-up, ovvero seguire nel tempo il paziente, monitorando le sue performance e la risposta del suo corpo e qualche volta sostenendolo nei momenti, assolutamente “fisiologici”, di scoraggiamento, come è successo qualche volta anche con Ivano. In quei casi, guardo le analisi, i dati, le evidenze, la letteratura medica e faccio parlare la scienza medica. Infatti, al di là del nostro rapporto di amicizia, come medico, il mio primo compito è vigilare sulla sua salute.

Espugnata Bologna!

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Anche la Dieci Colli bolognese del primo maggio è archiviata. E finisce così nel nostro palmares delle “prove superate”.

Esperienza faticosa ma divertente: lo diceva persino il sito ufficiale della granfondo, il percorso era per “gente tosta”. Infatti i 175 km previsti, con 3000 mt di dislivello, avevano tutta un’altra faccia: rispetto agli altri anni il senso di marcia era invertito, cosa che ha reso la prova decisamente più impegnativa (e con molte più salite!)

Le aspettative non sono state tradite, alcuni tratti erano veramente duri e raggiungevano addirittura pendenze al 21%.

Ma Gianluigi ed io siamo ben consapevoli, e l’abbiamo dichiarato sin dall’inizio, che il nostro unico obiettivo è terminare la gara. Quindi andiamo con il nostro ritmo, ci rifocilliamo ai ristori, ammiriamo il paesaggio, ci facciamo due chiacchiere, poi ricominciamo a pedalare di buona lena e…. alla fine tagliamo il traguardo. Questa volta pochi minuti prima del CT della Nazionale Davide Cassani. Bel colpo!

Questa ulteriore prova è stata utilissima anche per continuare a testare la mia preparazione e l’efficacia degli allenamenti: fatica e sacrifici stanno dando i loro frutti. Nelle lunghe distanze sto progressivamente imparando a gestire le energie e a dosare l’alimentazione. La Nove Colli non mi coglierà impreparato!

Un ringraziamento particolare va agli organizzatori della manifestazione bolognese, che si sono dimostrati molto sensibili alla diffusione del nostro messaggio di sensibilizzazione alla donazione e di ritorno allo sport dopo l’esperienza del trapianto. Grazie alla loro disponibilità, la redazione regionale RAI ci ha dedicato un preziosissimo spazio nel TGR delle 19.30, cogliendo appieno il significato della nostra partecipazione alla Dieci Colli.

Prossimi appuntamenti: la granfondo Colnago di Desenzano del Garda del 17 maggio, da sfruttare come allenamento e poi…..lei, la Regina delle granfondo, la più lunga, la più partecipata, la più ambita dai cicloamatori di tutta Italia. I 200 km della Nove Colli di Cesenatico ci attendono implacabili domenica 24 maggio.

Si sono ristabilite le gerarchie

Se dovessi riassumere con una battuta come è andata questa gara, direi: “Si sono ristabilite le gerarchie”. Sì, perché, dopo la Via del Sale, in cui la mia performance sembrava superare quella di Ivano, alla Dieci Colli di Bologna è stato nuovamente chiaro che è lui ad andare più forte.

La granfondo, ormai storica, del 1° maggio è stata piuttosto impegnativa, come d’altronde ci aspettavamo. 174 km e 151 metri conquistati dal primo all’ultimo. Siamo partiti tranquilli, con la consapevolezza che sarebbe stata una delle gare per il Prestigio più faticosa. Accompagnati da una folla di 2100 partenti. Io ancora una volta, come a Cervia, con la mia telecamerina sul caschetto.

Dopo circa 30-40 km, l’impegno della Dieci Colli si è fatto sentire. Mentre Ivano spingeva con grinta, io invece sentivo che facevo fatica. E la prospettiva di avere davanti a me altri 130 km abbondanti non mi ha di certo risollevato. Un inizio non proprio brillante, che mi ha un po’ sorpreso, così come il percorso che non conoscevo perché era la prima volta che lo affrontavo.

Poi però, nonostante dieci salite, come dice il nome stesso, belle “toste” con dislivelli fino a 4000 metri, ho raggiunto un equilibrio e mi sono rimesso al passo di Ivano. A 30 km dell’arrivo mi ero ormai mentalmente liberato dalla fatica fisica e mentale del lungo percorso ancora da fare, e mi sono goduto il finale. Sempre insieme a Ivano, perché per un nostro patto non scritto, anche se lui va più forte e, come in questo caso, potrebbe arrivare prima di me, si fa la strada insieme e insieme si taglia il traguardo.

Lo abbiamo tagliato dopo 7 ore e 25 minuti. Ne preventivavo 6-7, ma tutto sommato siamo soddisfatti perché, anche se ci abbiamo messo di più di quello che pensavamo, sia Ivano che io non eravamo distrutti all’arrivo. All’arrivo ci aspettava ancora la troupe RAI per intervistarci, per raccontare l’impresa di Ivano, e siamo riusciti a fare anche qualche foto e qualche battuta con Davide Cassani, CT della nazionale italiana ciclismo.

Quindi, bene, anche questa terza granfondo per il Prestigio è andata. Possiamo guardare al prossimo traguardo da raggiungere.

Successo alla Dieci Colli, Ivano e Gianluigi su TGR Emilia Romagna

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Hanno tagliato un altro traguardo: la Dieci Colli di Bologna non era una prova facile, ma Ivano e Gianluigi l’hanno superata insieme.

E stavolta ad accoglierli all’arrivo c’era anche la Rai, con un servizio di Mino Farolfi andato in onda subito dopo la gara su TGR Emilia Romagna.

Al minuto 15.20 dell’edizione del 1 maggio ore 19.30 potrete trovare l’intervista ai due atleti, che hanno raccontato la loro sfida dal punto di vista medico e personale. Come si legge nei titoli di testa, sempre con “la bici nel cuore”.

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