Sopravvissuto al Mortirolo

Stelvio_foto Daniele

“Bè, vorrei proprio vedere te!” Ecco cosa sembra dire la mia faccia, occhi sgranati e lingua quasi a penzoloni. Il tutto indirizzato all’autore di questa foto, che mi immortala mentre affronto le fatiche del Mortirolo durante la mitica granfondo Stelvio Santini: Daniele Simonetti, ciclista pure lui, che quindi poteva capire bene la mia espressione stralunata.

Eppure in quel caso Daniele, giornalista di Cicloturismo, era “comodamente” seduto su una moto della sicurezza, e seguiva noi partecipanti su e giù per i passi di Bormio. Confesso che in un paio di momenti avrei fatto volentieri cambio di mezzo con lui… Soprattutto una volta arrivati al ristoro di Bormio: la fine? Ma nemmeno per sogno! La sosta è servita solo per recuperare le energie, poi è iniziata la vera sfida: la scalata dello Stelvio.

Tra i primi posti nello speciale carnet dei sogni tirato fuori per l’impresa Prestigio: 2758 metri circondati da un panorama mozzafiato, da far venire i brividi. Scalare lo Stelvio per me è stato ancora più simbolico, perché per la prima volta mi sono ritrovato da solo.

Gianluigi si è dimostrato una volta di più un vero amico, oltre che un vero sportivo: sapersi fermare può essere difficile quanto continuare a spingere sui pedali, e lui ha capito che stavolta doveva rinunciare ad arrivare fino in fondo, perché era reduce da una brutta influenza e ha sentito che gli ultimi chilometri sarebbero stati troppi. Ma mi ha detto di andare avanti, e all’arrivo era con me a gioire di un successo che per quanto mi riguarda è sempre comune.

Anche perché tecnicamente non è del tutto vero che il nostro buon medico-ciclista non ha tagliato il traguardo… Che significa? Scopritelo leggendo il mistero dello Stelvio!

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